I migliori chef australiani

L'Australia è un luogo che consente di vivere esperienze culinarie estremamente interessanti e gratificanti. Gli chef australiani stanno spingendo il nostro palato in un territorio inesplorato. Con il loro talento e la loro ispirazione, sono capaci di rivoluzionare la cucina dei ristoranti australiani. Svincolati da preconcetti su cosa sia giusto o sbagliato, hanno abbracciato la nostra eredità multiculturale, hanno sperimentato e infranto la maggior parte delle regole, mettendo sempre una genuina passione in ogni loro creazione. I migliori chef australiani
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I migliori chef australiani

Autentica espressione della nostra cultura giovane, indipendente ed estroversa, i nostri cibi e i nostri vini sono diventati un eccellente modo per imparare a conoscerci.


L'Australia è un luogo che consente di vivere esperienze culinarie estremamente interessanti e gratificanti. Gli chef australiani stanno spingendo il nostro palato in un territorio inesplorato. Con il loro talento e la loro ispirazione, sono capaci di rivoluzionare la cucina dei ristoranti australiani. Svincolati da preconcetti su cosa sia giusto o sbagliato, hanno abbracciato la nostra eredità multiculturale, hanno sperimentato e infranto la maggior parte delle regole, mettendo sempre una genuina passione in ogni loro creazione.

Restaurant Australia Head Chefs
Peter Gilmore, Neil Perry and Ben Shewry,
Hobart, TAS

Chef premiati

Nel 2013, il ristorante Attica dello chef di Melbourne Ben Shewry ha raggiunto il 21° posto nella classifica San Pellegrino dei migliori ristoranti al mondo. Oggi si trova al 32° posto (classifica del 2014), continuando ad affermarsi come il miglior ristorante dell'Australasia. Shewry ama creare con passione prelibatezze culinarie, così come adora prendere la sua tavola da surf e cavalcare le onde.

Tutto questo è tipico dello stile semplice e alla mano che contraddistingue molti degli chef che si muovono sulla scena enogastronomica d'Australia.

Peter Gilmore è un altro dei grandi chef d'Australia. Anche il suo premiato ristorante Quay figura tra i migliori ristoranti al mondo secondo la classifica San Pellegrino. Le notevoli abilità che mostra ai fornelli, e che si esprimono principalmente attraverso la consistenza, l'armonia e l'equilibrio della cucina giapponese, coreana e cinese, sono state in parte sviluppate nel corso dei suoi viaggi giovanili. "Mi baso su tutta una serie di sensibilità ed esperienze personali che il vivere in una società multiculturale permette di acquisire" afferma.

"In genere, siamo persone molto tranquille e alla mano" afferma la chef cinese australianaKylie Kwong. "I nostri piatti ne sono la dimostrazione: sono freschi, leggeri e saporiti. È una cultura generosa, una cultura che punta al benessere delle persone, basata su una naturale apertura mentale e sull'onestà".

Neil Perry
 è uno degli chef più rinomati d'Australia, con 25 anni di carriera alle spalle che gli hanno fruttato numerosi riconoscimenti e il profondo rispetto da parte del settore. Lavora senza sosta al suo impero della ristorazione, il Rockpool, ed è executive chef per Qantas. Ma non è insolito vederlo in qualche modesto locale di Chinatown mangiare una ciotola di noodle. 

Tetsuya Wakuda, Margaret River Gourmet Escape, Margaret River, WA

Influenze internazionali

L'Australia è un incredibile mix di popoli e culture provenienti da ogni parte del mondo, un crogiolo di tradizioni profondamente radicate nelle varie comunità.

Cheong Liew e Tetsuya Wakuda, autentiche leggende del settore, sono stati tra i primi a sperimentare l'arte della fusione tra sapori asiatici e tecniche europee. Peter Conistis ha rielaborato in modo personale le specialità della tradizione greca a cui appartiene. Molti dei nostri migliori chef, tra cui Neil Perry e Luke Mangan, si lasciano ispirare dall'Asia, dall'Italia e dalla Spagna per produrre piatti australiani esclusivi che mettono in evidenza le loro abilità esemplari e l'alta qualità dei nostri prodotti.

Considerato che quasi un quarto degli australiani è nato all'estero, non stupisce che coloro che operano nel settore enogastronomico abbiano assorbito così tanti stili diversi. "L'Australia è un paese giovane, in un'epoca caratterizzata da viaggi e condivisione di informazioni: per questo si comporta come una spugna" dichiara lo chef David Chang, star del Momofuku. "Se c'è un paese che può fare a meno di interrogarsi sulla propria tradizione e concentrarsi piuttosto sul buon cibo, questo è senza dubbio l'Australia".

Karen Martini, chef di livello e personaggio televisivo, concorda con questa affermazione. "Potrà sembrare strano, ma credo proprio che sia la nostra mancanza di una tradizione culinaria ben definita a rendere così unico l'approccio dell'Australia al cibo" sostiene. "I piatti che cuciniamo sono il risultato di moltissime influenze, dalle cucine tradizionali ad alcune prospettive più moderne, e credo che i cuochi australiani si siano evoluti in modo da rispettare tali influenze, pur senza sentirsi vincolati e limitati da esse".

Questa sicurezza ha decretato il successo a livello internazionale di alcuni chef australiani, come l'esperto di cucina tailandese David Thompson, il cui ristorante Nahm di Bangkok detiene il 13° posto della classifica San Pellegrino dei migliori ristoranti al mondo, e Brett Graham, al 10° posto con il ristorante The Ledbury di Londra. La popolarità di Bill Granger continua a salire oltre i confini australiani, grazie alla sua fresca formula che ha conquistato le folle di Londra e Tokyo diventando ormai un punto di riferimento. Luke Mangan, invece, può oggi aggiungere Giacarta, Tokyo, Singapore e Seminyak al suo portafoglio di ristoranti australiani.

Andrew McConnell, chef,
Melbourne, VIC

La cultura enogastronomica australiana emergente

Robert Hill Smith dirige l'azienda vinicola di famiglia più antica d'Australia, la Yalumba, fondata nel 1849, ed è un convinto protettore della tradizione di famiglia, sebbene porti avanti la sua missione con nuovi stili e varietà di vino. All'altra estremità dello spettro, ci sono i giovani vignaioli che fermentano vino biodinamico all'interno di enormi uova di ceramica o lo servono fresco e schietto direttamente da damigiane sui banconi del bar.

Questo approccio disinvolto e rilassato contraddistingue la comunità enogastronomica australiana rendendola diversa da quella di altre parti del mondo. Lo stesso modo di fare informale che i clienti sono invitati ad assumere, caratterizza anche chef, camerieri, agricoltori, allevatori, vignaioli, baristi e sommelier, che hanno un atteggiamento alla mano, caloroso, accogliente e semplice. "È difficile per me capire perché, ma credo che questo mix di qualità, professionalità e carattere informale sia proprio il nostro fiore all'occhiello, che ci rende unici" afferma Andrew McConnell, chef e proprietario del Cumulus Inc e del Cutler & Co. di Melbourne.

L'orgoglio nasce anche dal fatto che l'Australia è oggi più che mai un posto interessante e gratificante dal punto di vista culinario. C'è un forte desiderio di entrare in contatto con i prodotti indigeni e celebrarli, ingredienti unici che si trovano esclusivamente in Australia.

Kylie Kwong descrive tutto questo con l'espressione "l'Australia su un piatto", che per lei significa integrare ingredienti autoctoni con i classici piatti cantonesi della sua tradizione.

Anche gli chef emergenti stanno utilizzando i prodotti locali con una sicurezza che riflette la maturità della cultura gastronomica australiana.

Nell'arco di una sola generazione, il palato australiano si è evoluto passando da un approccio di stampo inglese, caratterizzato da piatti a base di carne e una limitata scelta di verdure, all'odierna varietà di tradizioni culinarie e alla libertà di esplorare nuovi sapori e nuove tecniche.

"Siamo sfacciati" sostiene Jill Dupleix, scrittrice australiana di gastronomia. Senza il peso di una popolazione numerosa e di una storia antica da portarci sulle spalle, afferma, siamo liberi di sperimentare e mangiare ciò che vogliamo.

Il settore enogastronomico australiano abbonda di passione e autolesionistica modestia, ed è contraddistinto da uno spirito democratico, fermamente convinto che buon cibo e buon vino debbano essere accessibili a tutti, e da un'acuta autoconsapevolezza, evidente sia nelle persone che nella cucina.

Benjamin Cooper, del Chin Chin di Melbourne, crede che la nostra ospitalità sia caratterizzata da calore e autentico entusiasmo.

"Il merito principale è delle persone" sostiene. "Gli australiani hanno un'eccezionale predisposizione per la ristorazione e la cucina. Abbiamo abbracciato tutte queste culture, lasciato da parte un sacco di tradizioni superate e infuso una genuina passione in quello che facciamo".